domenica 8 maggio 2011

José Mário dos Santos Félix Mourinho


José Mário dos Santos Félix Mourinho, noto semplicemente come José Mourinho (Setúbal, 26 gennaio 1963), è un allenatore di calcio portoghese, attualmente alla guida del Real Madrid.
Figlio dell'ex calciatore Félix Mourinho (portiere del Vitória Setúbal e Belenenses), è soprannominato The Special One, come lui stesso si definì durante la sua prima conferenza stampa al Chelsea.
Personaggio molto controverso, è spesso al centro di numerose polemiche per il suo carattere spavaldo, ma il suo valore tecnico è riconosciuto: per tre volte, di cui due consecutive, 2004, 2005 e 2010, è stato indicato come miglior allenatore del mondo dall'IFFHS, l'Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio; nel 2009 si è invece classificato terzo dietro a Josep Guardiola e ad Alex Ferguson.[6][7] Nel 2010 si piazza terzo dietro a Arsene Wenger e Alex Ferguson per l'Allenatore del decennio (dal 2000 al 2010). Ha inoltre vinto il Pallone d'oro tra gli allenatori e la Panchina d'oro nel 2010.

Giocatore


Mourinho da giovane ha tentato di intraprendere la carriera di calciatore, come difensore. Ha militato nelle giovanili dell'União Leiria e in quelle del Belenenses; nel 1981 ha poi seguito il padre allenatore al Rio Ave e si è iscritto all'ISEF di Lisbona. Nel 1982 è tornato con il padre allenatore al Belenenses. Dal 1983 al 1985 ha giocato nel Sesimbra. Infine, dal 1985 al 1987 ha militato nel Comercio-Industria di Setubal.[14]
All'età di 24 anni, visti i risultati carenti, si è ritirato ed ha incominciato a dedicarsi allo studio di schemi e moduli calcistici oltre che di statistica.[senza fonte] Inoltre ha partecipato a corsi tenuti in Scozia. Inizia così la sua carriera come professore di educazione fisica, proseguita per 5 anni. Inoltre ha lavorato con ragazzi affetti da problemi motori, prima, e mentali, poi, come dichiarato da lui stesso in una recente intervista a Christian Panucci di Sky Sport affermando peraltro che da bambino voleva diventare calciatore e non allenatore come poi sarebbe diventato. In seguito, capendo di non avere molte possibilità da calciatore, ha iniziato ad allenare prima i suoi amichetti. Ha poi dichiarato di essere stato assistente ai tempi del Rio Ave del padre che lo incaricava di andare a visionare le squadre avversarie.

Esordi


La sua avventura da allenatore incomincia nel 1987, allenando gli "Allievi" del Vitória Setúbal. Nel 1988 viene chiamato dall'Estrela Amadora in veste di assistente tecnico di João Alves, vincendo la Coppa di Portogallo nel 1990 con gol in finale di Paulo Bento. Nel luglio 1992 diventa interprete per l'allenatore inglese Bobby Robson allo Sporting Lisbona;[18] in seguito lo stesso Robson lo vuole come suo vice al Porto. In due anni vincono una Coppa di Portogallo e due campionati.
Ancora Bobby Robson lo porta ad avere la possibilità di allenare come tecnico nel 1996, chiamandolo al Barcellona come suo vice. La stagione si conclude con i successi in Coppa di Spagna, Coppa delle Coppe, e Supercoppa di Spagna. Mourinho il 28 giugno 1997, durante i festeggiamenti della Coppa di Spagna, prende il microfono e urla al pubblico "Oggi, domani e sempre con il Barça nel cuore". Quando Robson diventa dirigente del Barça nell'estate successiva, Mourinho decide di rimanere in Catalogna; sulla panchina del Barcellona arriva l'olandese Louis van Gaal, che decide di continuare ad avvalersi del tecnico portoghese come allenatore della seconda squadra. Nel 1998 vincono il campionato, la Coppa di Spagna e la Supercoppa UEFA; nel 1999 la squadra si confermerà campione di Spagna.
Il 16 maggio 2000 Van Gaal gli permette di guidare la squadra blaugrana nella finale della Copa Catalunya; il Barcellona batte il Mataro 3-0 e Mourinho vince quindi il suo primo trofeo.

Benfica e União Leiria
La possibilità di diventare un allenatore di primo livello arriva nel settembre del 2000, quando Mourinho lascia il Barcellona e passa alla guida del Benfica sostituendo l'esonerato Jupp Heynckes. Proprio nella prima parte della stagione consegue una vittoria per 3-0 contro i rivali dello Sporting. Il 5 dicembre, si dimette dall'incarico dopo sole nove partite di campionato a causa del cambio di presidenza del club. Nel gennaio 2001 si accasa così all'União Leiria, conducendo la squadra prima al 5º posto nel 2001 (la posizione più alta mai raggiunta dal club) e poi al terzo posto nel dicembre del campionato 2001-2002 prima di passare al Porto (a fine campionato senza di lui la squadra arriverà settima).

Porto


Nel dicembre 2001 viene ingaggiato dal Porto  per sostituire Octávio Machado; nella parte restante della stagione 2001-2002, con André Villas Boas assistente, porta la squadra al terzo posto in classifica con conseguente qualificazione alla Coppa UEFA 2002-2003. All'inizio della stagione successiva decide di puntare su tutti giocatori portoghesi come Vítor Baía, Ricardo Carvalho, Costinha, Deco e Hélder Postiga, richiamando inoltre in squadra, dopo il periodo di sei mesi in prestito al Charlton Athletic, il capitano Jorge Costa. La stagione vede Mourinho conquistare la sua prima Primeira Liga portoghese, con la squadra che fa segnare un record di 27 vittorie, 5 pareggi, 2 sconfitte e 11 punti di vantaggio sul Benfica secondo; ad aggiungersi al titolo nazionale arrivano anche la Coppa del Portogallo, con la vittoria in finale sulla sua ex squadra, l'União Leiria, e soprattutto il primo trofeo europeo, la Coppa UEFA, vinta a Siviglia in finale 3-2 contro gli scozzesi del Celtic Glasgow.
La stagione 2003-2004 inizia quindi con la vittoria nella Supercoppa portoghese (1-0 sull'União Leiria) e la sconfitta nella Supercoppa UEFA contro il Milan per 1-0. Il Porto si aggiudica comunque il suo ventesimo titolo nazionale, vinto con 5 giornate d'anticipo, e raggiunge la finale di Coppa del Portogallo perdendo però il trofeo. L'annata viene comunque caratterizzata dalla storica vittoria in Champions League, 17 anni dopo la prima (1986-1987, allora era Coppa dei Campioni): i "Dragoni" si impongono per 3-0 sui francesi del Monaco nella finale giocata all'Arena AufSchalke di Gelsenkirchen. Durante le celebrazioni post partita Mourinho però abbandona, inspiegabilmente e visibilmente turbato, il palco allestito per la festa al centro del campo. L'allenatore, in seguito, ha spiegato che era turbato per alcune minacce di morte ricevute la settimana prima della finale da alcuni elementi della tifoseria del Porto in seguito alle voci di un suo trasferimento sulla panchina del Chelsea. In questa stagione ha adottato il 4-3-3 in campionato e il 4-4-2 in coppa con Deco in posizione di trequartista dietro alle punte Carlos Alberto e Benni McCarthy (o Derlei).

Chelsea


« Se avessi voluto un lavoro facile sarei rimasto al Porto, con una bellissima sedia blu, una Champions in bacheca, Dio e dopo Dio il sottoscritto. »
(José Mourinho, allora tecnico del Chelsea, in una delle prime conferenze stampa.)
Nel 2004, dopo alcuni contenziosi burocratici relativi alla rescissione del suo contratto con il Porto,[senza fonte] viene ingaggiato dall'ambizioso presidente del Chelsea, Roman Abramovič, come nuovo tecnico del club, sempre con André Villas Boas assistente. Al suo primo anno sulla panchina dei Blues va a vincere la Premier League (titolo che al club mancava da cinquant'anni) con 95 punti e una sola sconfitta all'attivo in campionato. Il suo Chelsea si aggiudica poi la Carling Cup, battendo per 3-2 i rivali del Liverpool, mentre ha meno fortuna in FA Cup e in Champions League: nella coppa nazionale i blues devono arrendersi al Newcastle United, in Champions vengono eliminati dal Liverpool, in semifinale.
Nel 2005-2006 Mourinho conquista la Community Shield battendo l'Arsenal per 2-1 ad inizio stagione e rivince nuovamente la Premier League per il secondo anno consecutivo, mentre in Champions League non va oltre gli ottavi di finale, eliminato dal Barcellona. Nella stagione 2006-2007 il suo Chelsea resta in lizza per quasi tutti gli obiettivi fino alle fasi finali della stagione. Il portoghese riuscirà, però, a conquistare soltanto la FA Cup contro i Red Devils del Manchester United e la Coppa di Lega contro l'Arsenal. Sarà battuto in campionato dal Manchester United ed eliminato nelle semifinali di Champions League dal Liverpool, dopo i calci di rigore.
Dopo un inizio di campionato altalenante ed un pareggio con la squadra norvegese del Rosenborg nella prima partita della Champions League 2007-2008, il 20 settembre 2007 risolve di comune accordo con la società il proprio contratto. Alla base dell'esonero ci sarebbe un rapporto, nell'ultimo periodo, non ottimale con il presidente. Lo sostituisce Avraham Grant.

Inter


Il 2 giugno 2008 Mourinho viene assunto come allenatore dell'Inter, società con la quale firma un contratto triennale da 10 milioni di euro l'anno. Come suo vice sceglie Giuseppe Baresi e come assistenti i fidi Rui Faria e André Villas Boas. L'era Mourinho all'Inter si apre subito con la vittoria di un trofeo: il 24 agosto 2008, infatti, l'Inter vince la Supercoppa italiana battendo la Roma per 8-7 ai calci di rigore dopo che alla fine dei tempi supplementari il risultato era stato di 2-2. Con questo trofeo Mourinho può annoverare nel suo palmarès personale le supercoppe di tre paesi diversi: Portogallo, Inghilterra e Italia. Alla fine della partita il tecnico di Setubal dedicherà il trofeo al precedente tecnico dell' Inter, Roberto Mancini.
Alla guida dell'Inter, dopo l'eliminazione in Champions agli ottavi di finale per mano del Manchester United di Ferguson, conquista lo scudetto 2008-2009 con due giornate d'anticipo, battendo 3-0 il Siena al Meazza (in realtà la certezza matematica è arrivata la sera precedente, nell'anticipo dove il Milan aveva perso con l'Udinese), il quarto consecutivo della compagine nerazzurra. Diventano quindi cinque i campionati da lui conquistati, oltre ai due con il Porto in Portogallo e ai due col Chelsea in Inghilterra. Il 25 maggio, al termine della stagione, prolunga il contratto con l'Inter di un ulteriore anno, portando quindi la scadenza al giugno 2012.
La stagione 2009-2010 inizia con la sconfitta per 2-1 contro la Lazio nella Supercoppa italiana disputata a Pechino. Il finale di stagione però sarà ricco di successi: nell'arco di tre settimane realizza una storica "tripletta" conquistando il campionato, la Coppa Italia e la Champions League consentendo così all'Inter di essere la prima squadra italiana a raggiungere questo traguardo. Nello specifico la Coppa Italia viene conquistata il 5 maggio all'Olimpico battendo per 1-0 la Roma; lo scudetto viene assegnato il 16 maggio al termine della gara decisiva vinta per 1-0 contro il Siena, Mourinho inoltre chiude il torneo portando a 136 gare consecutive la sua imbattibilità casalinga in campionato (sommando anche le precedenti esperienze con Porto e Chelsea); il 22 maggio, infine, il tecnico portoghese guida i nerazzurri alla vittoria della Champions League, dopo 45 anni di attesa, grazie al successo per 2-0 sul Bayern Monaco nella finale del Santiago Bernabéu (vedi formazione titolare a lato). Con quest'ultimo successo il tecnico portoghese diventa il terzo allenatore, dopo Ernst Happel e Ottmar Hitzfeld, a vincere due Champions League con due club diversi.[31] Al termine della stagione chiude la sua esperienza in Italia trasferendosi in Spagna.

Real Madrid


Il 28 maggio 2010 il Real Madrid ufficializza così l'ingaggio del tecnico portoghese tramite una nota sul proprio sito ufficiale. Per assicurarsi Mourinho, il club madrileno onorerà la clausola rescissoria prevista dal contratto, versando nelle casse interiste un indennizzo in denaro. L'allenatore si lega al club castigliano per quattro anni, con un contratto in scadenza nel giugno 2014. Tre giorni dopo al Bernabéu, il 31 maggio, viene presentato ufficialmente alla stampa.
Il 10 gennaio 2011 a Zurigo, durante la cerimonia per la premiazione del Pallone d'oro 2010, gli viene conferito il Pallone d'oro tra gli allenatori.
« La gente pensa che il calcio sia solo possesso palla, io penso invece col lavoro difensivo e l'occupazione degli spazi. Mi hanno definito un allenatore da titoli e non un allenatore di calcio. Ma a me piace. Amo vincere. Sono contento di aver vinto le coppe nazionali in quattro paesi diversi: nel mio paese, in Portogallo, poi la coppa di Spagna, la coppa Italia e la FA Cup. Tre coppe nei paesi calcistici più importanti di Europa. »
(José Mourinho dopo la vittoria sul Barcellona in Coppa del Re)
Il 20 aprile conquista il suo primo titolo alla guida dei blancos vincendo la Coppa del Re contro i rivali del Barcellona a distanza di 18 anni dall'ultima vittoria del Real Madrid in questa competizione. A segnare il gol decisivo è stato il suo connazionale Cristiano Ronaldo al minuto 103 dei tempi supplementari.